Wynwood: il degrado che si fa arte

Wynwood: il degrado che si fa arte

Nella Miami degli anni ’70, a nord di Downtown, Wynwood era un quartiere abitato in prevalenza da portoricani, e per questo conosciuto anche con il nome di Little San Juan o El Barrio, una vecchia area industriale degradata, piena di magazzini, per lo più tessili e di scarpe, vecchie fabbriche ed edifici industriali in completo stato di abbandono.

Questa situazione rimase immutata fino agli anni 2000, quando Tony Goldman, noto imprenditore del settore immobiliare con la passione per l’arte e proprietario di una vasta area del distretto, scoprì il suo potenziale e decise di mettere a disposizione di artisti sconosciuti i muri dei magazzini abbandonati per farne un murale permanente, dando così vita al progetto “Wynwood Walls”. Per questa operazione arrivarono artisti da tutto il mondo e quello che era il quartiere “brutto anatroccolo” di Miami ben presto si trasformò in un variopinto cigno; i magazzini abbandonati divennero gallerie, luoghi dedicati all’arte, ristoranti, coffee shop, spazi creativi, concept store, collegati tra di loro dalle policromie e dalle forme. La zona è popolata da aspiranti pittori, artisti di graffiti, scultori, creativi ed innovatori.

Attualmente Wynwood è il più grande luogo di street art urbana del mondo. I murales sono di grandi dimensioni, e vengono ricorsivamente cambiati, ci sono più di 80 gallerie d’arte, perfettamente integrate con i luoghi dello svago, ed un gran numero di gallerie e negozi vengono allestiti a tempo determinato, per dare la possibilità a chi non ha capitali ingenti da investire di farsi conoscere nel mondo dell’arte.

Gli artisti di murales di Wynwood Walls sono cambiati nel tempo, ma alcuni nomi sono rimasti celebri, come Aiko, un artista giapponese che vive a Brooklyn, che realizza i murales utilizzando degli stencil da lui stesso creati. O Lady Pink, artista di graffiti equadoriana, celebre per aver decorato le metropolitane di New York per anni ed unica competitor dei suoi omologhi maschili. O ancora Shepard Fairey, divenuto famoso per il poster Obama Hope, che ha decorato non solo il Wynwood Wall ma anche gli interni del Wynwood Kitchen & Bar. Nei suoi murales, sui toni del rosso, arancio e nero, utilizza una tecnica tutta sua, con delle colle vegetali, ed illustra la cultura pop e la giustizia sociale, da Martin Luther King a David Bowie.

Durante la settimana il distretto è frequentato per lo più da studenti d’arte e da pochi turisti, ma durante il weekend si popola tantissimo, le gallerie spesso organizzano vernissage e opening proprio di sera, e durante la settimana di Art Basel Miami, i primi di dicembre, è un tripudio di gente; ovviamente, essendo un quartiere ad alta concentrazione di artisti, qui si possono incontrare personaggi molto singolari e stravaganti. Il secondo sabato di ogni mese vengono organizzate le Wynwood Art Walk, passeggiate artistiche guidate proprio da artisti locali, con itinerari che permettono di visitare gallerie, guardare i murales e sostare nei luoghi del cibo, come Wynwood Kitchen & Bar, che pure è un luogo di cibo ma soprattutto d’arte. In queste serate le gallerie d’arte prolungano il loro orario di apertura, i ristoranti e coffee shop sono gremiti, gli artisti dipingono per la strada ed una grande piazza è affollata di food trucks.

Ma a Wynwood non esiste solo la pittura, qui si manifesta l’arte in tutte le sue espressioni, qui si possono trovare proiezioni di film di qualità introvabili, qui si trova Wynwood Radio, o la Wynwood University, insomma Wynwood è arte a 360°. Inoltre, qui i collezionisti d’arte famosi espongono i propri pezzi pregiati, come le opere di Basquiat, Keith Haring, Andy Warhol ed altri, per la fruizione di tutto il pubblico, un modo di condividere l’arte conosciuto tra gli addetti ai lavori come il “modello Miami”.

Negli ultimi anni, proprio per queste iniziative di successo, gli affitti hanno subìto notevoli rialzi ed alcune delle gallerie minori hanno dovuto abbandonare il campo e spostarsi in zone più economiche.

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