Fiskars Village: da industria a luogo d’arte

Fiskars Village: da industria a luogo d’arte

Una notte, nei primi anni Novanta, Ingmar Lindberg, dirigente della società di utensili metallici Fiskars, famosa per la fabbricazione di forbici, coltelli e utensili da giardinaggio – era sdraiato a letto, stentando ad addormentarsi, qualcosa lo teneva sveglio; da mesi, infatti, stava cercando di escogitare il modo per stimolare il piccolo villaggio finlandese dove l’azienda era stata fondata nel XVII secolo. La città era cresciuta come centro industriale e commerciale per più di 300 anni, ma negli anni ’80, dopo che ci si rese conto che la lavorazione dei metalli non era sufficiente a sostenere un’attività globale, la società spostò la maggior parte delle proprie operazioni in strutture più grandi altrove, in Finlandia e negli Stati Uniti. Di conseguenza, molte delle fabbriche e case sono rimaste vuote e sono cadute a pezzi.

Quella notte Lindberg ebbe un’intuizione, si sedette nel letto e seppe cosa fare, capì che doveva portare gente nuova nel villaggio: designers ed artisti. Così fece un’offerta alla comunità creativa di Helsinki, che non poteva essere rifiutata, offrendo uno spazio in affitto ad un prezzo davvero ragionevole. Una volta formato un gruppo di circa 20 persone, cominciò a ricevere richieste da altri artisti, e tutto divenne facile.

Dopo più di vent’anni, si può dire che il progetto sia andato oltre le più rosee speranze di Lindberg. Circa 600 persone oggi vivono a Fiskars Village, tra queste alcuni dei talenti più creativi della Finlandia. Inclusi creatori di mobili a livello mondiale, vetrai moderni, designer di gioielli contemporanei ed artisti innovativi, uno dei quali costruisce sculture da tessuti come seta e biancheria. La città si trova a poco più di un’ora d’auto ad ovest di Helsinki e vale la pena fare una gita per visitarla. I visitatori possono prendere appuntamento per escursioni, visitare mostre e gallerie, ed acquistare pezzi presso la boutique cooperativa degli artisti. Il paesaggio offre il fascino di un luogo rurale, con i suoi laghi color cobalto, le foreste di querce, aceri e betulle bianche, come un mondo lontano da Helsinki. La strada principale è punteggiata da edifici ristrutturati di colore giallo-bruno, che ora ospitano piccole botteghe e caffè. I sentieri alberati seguono il fiume che attraversa il villaggio, portando verso le ville dei primi anni del XIX secolo, e gli edifici in legno, tra cui un laboratorio di fabbro, un granaio ed un maniscalco, ora reinventati come ristoranti e sale espositive. Le case degli artisti sono per lo più rustiche, costruite su un piano, dipinte di bianco e rosso scuro.

Uno dei primi artisti a spostarsi in questo Eden creativo fu Karin Widnäs, una ceramista famosa, premiata per i suoi moderni servizi da tavola, che possono essere trovati nei migliori ristoranti della capitale. Lei vive circa un chilometro fuori dal centro di Fiskars Village, sul lago. La sua casa triangolare a due piani ha una parte di salotto realizzata quasi interamente in vetro e si affaccia su un groviglio di alberi di betulla, che crescono in maniera selvaggia. Quando lei si trasferì, nel 1995, il villaggio stava morendo, solo la fabbrica di coltelli era ancora operativa. Ma tre anni dopo lei organizzò una mostra internazionale di ceramiche che fece molta pubblicità al luogo, tanto da invogliare altri artisti e creativi a trasferirsi.

Dall’inizio, una delle regole essenziali non scritte era che gli artisti, per potersi stabilire a Fiskars Village, dovevano compilare un modulo con la descrizione del proprio lavoro e la dichiarazione che avrebbero potuto vivere di questo. E una commissione decideva se accettare o meno la richiesta, che veniva rifiutata se si immaginava che l’artista non fosse abbastanza bravo.

Oggi ci sono lotti di terreno vuoti ma non ci sono case o appartamenti in vendita o in affitto; ancora molti artisti o imprenditori sono interessati a vivere a Fiskars Village, ed i migliori hanno qualche chance nel momento in cui ci sono posti vacanti. Un cottage con tre camere da letto si affitta per 1.000 Euro al mese, conveniente rispetto ad Helsinki ma non come nel primo periodo.

Un punto cruciale per il successo della città è che gli artisti sono in grado di vendere le loro creazioni attraverso Onoma, la cooperativa di artigiani che attualmente conta 113 membri ed ha un bel negozio sulla strada principale. Qui si trovano piastrelle in ceramica, eleganti tavoli moderni in legno, vasi colorati a forma di orbita, gioielli esclusivi, arredamento di design, sculture.

Altre realtà stanno cercando di seguire l’esempio di Fiskars Village, delegazioni sono arrivate dalla Cina e da paesi europei, nella speranza di imparare a replicare l’effetto nelle proprie realtà. Il villaggio è stato un successo perché l’obiettivo era di comunità, non di profitto. L’intenzione era di portare vita, non turisti, tutto questo non è iniziato per fare soldi, ma alla fine il risultato è andato oltre ogni aspettativa.

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